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SENZA FRETTA MA SENZA SOSTAIl problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. July 01 giugno 2009Tra parentesi gli scarti dalla media 1997-2009.
I decade media minime: 16.4°C (-0.4°C) media massime: 27.5°C (+0.9°C) media: 21.9°C (+0.2°C) precipitazioni: 9.9mm (37.9%)
II decade media minime: 19.3°C (+1.4°C) media massime: 30.1°C (+2.0°C) media: 24.7°C (+1.7°C) precipitazioni: 19.6mm (37.5%)
III decade media minime: 17.5°C (-1.9°C) media massime: 28.4°C (-1.4°C) media: 22.9°C (-1.7°C) precipitazioni: 25.9mm (90.2%)
Mese: media minime: 17.7°C (-0.3°C) media massime: 28.7°C (+0.5°C) media: 23.2°C (+0.1C) precipitazioni: 55.4mm (51.8%) minima assoluta: 13.2°C (il giorno 1 del mese) massima assoluta: 33.2°C (il giorno 14 del mese)
Andamento 2009: media temperature: 12.8°C (+0.4°C) precipitazioni: 553.2mm (113.6%) June 20 all the doodah dayE ti accorgi che la Terra non s'è mai fermata. Ti accorgi che tutto è relativo, che i punti di vista sono infiniti e tutti veri, che domani sarà di nuovo domenica e la neve tornerà a cadere prima che sia troppo tardi. Ti accorgi che in questo movimento caotico e imprevedibile non ci sei solo tu, ma ci siamo tutti quanti. Ti accorgi che le parole si sprecano e le azioni ancor di più, che l'abisso tra la parola e l'azione può essere davvero enorme. E spesso solo perché parola e azione appartengono a due sfere distinte e distaccate, e l'azione non può essere descritta a parole, ma esiste solo in quanto tale. Ti accorgi che tendi ad arroccarti sulle tue piccole-grandi verità, che non sono altro che gocce immerse in un oceano di idee tutte potenziali candidate a divenire piccole-grandi verità. Ti accorgi che per quanto possa rimanere fermo, ti stai comunque muovendo. Ti accorgi che il mondo rimarrà per sempre analogico e che non sarà mai possibile convertirlo in zeri e uni. Ti accorgi che il sole di giugno può essere anche freddo, che i colori dell'estate perdono dieci a zero con quelli dell’autunno, che le stelle del cielo splenderanno anche quando non ci sarai più e chissà quanti mondiali non potrai festeggiare perché la tua clessidra avrà già versato tutti i suoi granelli di sabbia. Ti accorgi che far le bolle con il colluttorio ti fa ridere come un deficiente, che l’Armando Picchi sta risvegliando sensazioni che t’eri dimenticato di aver vissuto, che le Seat Altea fanno proprio schifo, soprattutto se immatricolate nel 2007. Ti accorgi di quanto è facile morire. Ti accorgi che non importa dove, ma con chi. Ti accorgi che non cambi mai, che sarai per sempre il solito beota rincoglionito con la vita scritta in faccia. Ti accorgi che la stagione delle ciliegie è già finita, anche quest'anno. Ti accorgi dell’onestà della libertà, che si può andare in motorino anche a ventiquattro anni, che è più facile di quanto credevi fino a ieri. Ti accorgi che il vestito ti va troppo stretto, che la tua ignoranza sfiora il ridicolo, che alla fine non hai nemmeno scoperto se era un orzaiolo, un calazio o chissà che roba. Ti accorgi che ogni occasione è buona per fare e fare e fare, che è appagante essere stanco la sera, che hai diritto anche tu di essere insofferente, quando ti va. Ti accorgi che le Reset sono quasi finite e devi comprarne un pacchetto nuovo, che non ricordi dove hai messo il Panama, che hai energie che non sai dove buttare e le butterai a cercare un cappello di paglia. E ti accorgi che la Terra non s'è mai fermata. June 18 ravenna due zero zero noveCi sono esperienze che vanno al di là di tutto. Al di là del dormire in terra 4 ore a notte, delle docce gelide, dei plum cake scaduti da due mesi a colazione, degli stronzi che ti vengono addosso in macchina e non si fermano neppure. Ecco, la tre giorni a Ravenna è una di queste. Il mio professore di filosofia diceva che la vita di un essere umano è come una linea che si muove nella direzione dell’asse delle ascisse. Si muove in maniera caotica e disordinata, va su e giù senza seguire nessuna logica, nessun criterio o legge. Questa linea forma dei picchi, positivi o negativi che siano. E questi picchi sono i momenti della storia della nostra vita più importanti, i più densi di significato, quelli che ricorderai e di cui parlerai per un bel pezzo. Ravenna 2009 è stato uno di questi picchi. Positivo ovviamente.. Tre giorni passano in fretta, purtroppo. Ma sono contento di averli vissuti senza remore, con quel pizzico di incosciente spirito dell’avventura che l’età mi permette ancora di mettere in tutto quello che faccio. Il pensiero più grande va a chi era con me a Ravenna.. Grazie! Stanno crescendo proprio bene i miei patati e le mie patate! :D Continuate così! E mi raccomando, state sereni!
Albert Elby Albertino Alby Elbrus ... ? d'oh :D June 14 Il giorno in più“Non sapevo se essere felice o sentirmi un coglione. Era come essere in trappola, come se avessi seguito un percorso segnato da lei, come un topo da laboratorio. Io a casa per settimane a farmi le seghe mentali, e lei qua che mi aspettava.”
In camera mia i libri non ci stanno più. Tutto è invaso dai libri. Le mensole, gli scompartimenti dell’armadio, gli scaffali della scrivania. Libri di storia, romanzi, atlanti, manuali, libri di scuola, dizionari. Sopra l’armadio ci sono centinaia di fumetti della Walt Disney, ingialliti e impolverati ma intoccabili, come i miei libri. Un paio di anni fa ho preso tutti gli oggettini scemi che avevo sparsi qua e là, li ho incartati nella carta di giornale e li ho riposti in uno scatolone, dovevo fare spazio ai miei libri. Era una specie di atto di protesta nei confronti di mio padre, che ha fatto il mobiliere per tutta la vita ma una libreria non me l’ha mai comprata nonostante le richieste a volte anche insistenti. Atto di protesta che non è servito a nulla e dovrò arrangiarmi con una gita all’Ikea. Le mensole sono sopra il mio letto. Fino a qualche tempo fa i libri ci stavano in posizione verticale, uno accanto all’altro, in rigoroso ordine alfabetico per autore. Da un po’ non ci stanno più ed ho dovuto optare per la posizione orizzontale. Così si recupera spazio, ma le viti che sostengono le mensole un po’ patiscono. Una mattina sono uscito per andare a lavorare, dopo dieci minuti torno a casa, come sempre avevo dimenticato qualcosa. Avere il posto di lavoro a 100 metri mi permette il lusso di poterlo fare. Entro in camera mia e trovo mio padre che mette dei rinforzi alle mensole, “tra ‘n pó le ta ria sel có”, mi ha detto quasi imbarazzato. L’idea di morire soffocato nel sonno sotto i miei libri mi ha fatto sorridere. Mio padre mi vuole bene così: fa le cose di nascosto, senza dirmele. Come settimana scorsa, quando una sera mi ha portato la bici buca a far riparare e la mattina dopo me l’ha fatta trovare perfetta al suo posto. Se mia madre non me l’avesse detto, non lo avrei mai saputo. Nella mensola più bassa in mezzo a tutti gli altri, ci sono tre colonne di libri: quelli non letti o non leggibili da inserire nel rigoroso ordine alfabetico, quelli letti che aspettano una locazione definitiva e quelli in lista d’attesa. A volte stanno lì per talmente tanto tempo che mi dimentico di loro. Capita soprattutto per quelli che mi arrivano con l’Euroclub grazie a qualche offerta o promozione. Per quelli che compro con coscienza difficilmente succede. Ho sfogliato le conversazioni fino a trovare il giorno in cui mi hai consigliato di leggere questo libro, era il 17 maggio. Stavo ancora leggendo un libro della Fallaci oltre a tutti gli altri che fan sempre da contorno, così ho deciso di attendere un po’ di tempo prima di darti ascolto e poi di Volo non avevo voglia. Una decina di giorni fa, però, ho sentito l’esigenza di leggere qualcosa di nuovo, il libro della Fallaci l’avevo finito e tutti gli altri sono belli ma non abbastanza da poter passare al grado di Lettura Privilegiata. Così ho fatto passare la colonna dei libri in lista di attesa e mi sono ritrovato davanti un librettino dal dorso bianco. “Il giorno in più”. M’era arrivato grazie all’offerta “libro + libro”, cioè prendi un libro e il secondo è in promozione e lo paghi 3 o 4 Euro. Ecco perché m’era sfuggito di mente. L’ho preso tra le mani e ho letto la quarta di copertina, c’è solo una frase virgolettata: “non importa quanto aspetti, ma chi aspetti”. Se non erro è stata anche una tua frase in msn qualche tempo fa. Mi ha subito affascinato, e anche se non ero ancora sicuro di aver voglia di leggere qualcosa alla “Fabio Volo” ho incominciato a sfogliarlo. Senza che me ne accorgessi ho iniziato a leggerlo e in modo quasi naturale si è subito autoclassificato come Lettura Privilegiata. Non l’ho ancora finito, sono arrivato a quando si incontrano a New York. Ma mi ha già fatto fermare a riflettere quanto basta per meritarsi un ottimo voto; un paio di volte mi ha atto anche incazzare, e a me piacciono tantissimo i libri che mi fanno incazzare. Ecco, volevo dirti grazie per il buon consiglio. Ho capito che non era vero che non avevo voglia di una lettura alla “Fabio Volo”, era che avevo paura di una lettura che mi avrebbe impegnato parecchio a livello emotivo. Avendo letto i suoi tre libri precedenti, sapevo che Volo ha su di me questo strano effetto. Quindi: Grazie!
Au revoir Albert
June 09 Election dayß Clicca qui prima di iniziare la lettura. Come largamente prevedibile ha vinto il Signor Cavaliere Onorevole Avvocato Sandro Mazzatorta. Per altri cinque anni dunque, sarò rappresentato, come cittadino clarense, da una giunta leghista di alto profilo politico e intellettuale. Che onore. Uno dei consiglieri uscenti ha avuto anche il privilegio di avere l’insegnante di sostegno alle scuole elementari e medie, ma, dato che sono ottimista, sono sicuro che sia stato perché era troppo intelligente e il suo programma didattico aveva bisogno di essere integrato con ulteriori argomenti di spiccato ingegno, e non perché le sue capacità fossero deficitarie rispetto alla media. Sperando venga riconfermato, ripeto: che onore. Faccio presente solo un’altra cosa. Di premi Nobel italiani viventi (che hanno deciso di restare in Italia) ce ne sono solo tre e rispondono al nome di: - Rita Levi Montalcini (premio Nobel per la medicina, 1986); - Dario Fo (premio Nobel per la letteratura, 1997); - Carlo Rubbia (premio Nobel per la fisica, 1984). Tre su tre sono palesemente schierati a sinistra. Ma si sa, la Svezia è famosa per essere un paese socialista (e quindi comunista), e molto probabilmente questi personaggi avranno vinto il Nobel grazie a qualche infido tramino e non alle loro capacità intellettuali. E a conferma che la cultura di spicco è a destra, c’è il fatto che di intellettuali da questa parte schierati ne è piena l'Italia, ne vorrei citare solo qualche esempio: Mario Giordano, Paolo Del Debbio, Maurizio Belpietro e, non dimentichiamolo, il filosofo Marcello Veneziani. Di quest’ultimo vorrei riportare un pensiero: “Gli elettori di destra sono più equilibrati rispetto a quelli di sinistra. Gli elettori di sinistra sono faziosi perché leggono solo libri di sinistra. Quelli di destra sono equilibrati perché non leggono niente, né libri di destra, né libri di sinistra.” Come non sottoscrivere?
Albert June 03 citazioniPerché è l'unico modo che mi viene in mente per lasciare un segno di quest'ultimi dieci giorni.
“.. Harry Potter e l’ordine della Fenice, pag. 748. Penultima riga.” “.. te l’ho detto: sto cercando di voltare pagina.” “.. col cavolo! Io voglio sapere. Da te…” “.. così non mi aiuti, sai…” “.. infatti non voglio aiutarti.” “.. tu quale preferisci?” “.. il punto è che in realtà non me ne frega un tubo di nessuno.” “.. e questo pianoforte mi dà coraggio e posso dirlo senza piangere.” “.. attenderò la mezzanotte con un po’ di maliconia, presumo.” ".. e io cosa posso fare?" ".. é una cosa che dovete sbrigarvi voi." ".. puoi tornare là, adesso." “.. al di là di quel brutto monte, che tu chiami verità.” ".. mi sento un cretino." “.. io non voglio fare niente! Non voglio colpe né responsabilità.” “.. non ho detto questo: ho detto che lavoro dalle due alle sei. Sono due cose diverse.” “.. io mi stavo divertendo e questo era più che sufficiente.” “.. quasi fosse l’incaricato al divertimento, un ruolo che gli si addice parecchio.” “.. auguri Alby. In fondo io non ho niente da dirti.” “.. io direi delirante, un pizzico imbarazzante e pazzescamente fuori come una mina.” ".. che è una faccia di merda?" “.. ma dov'è Predoi? Uhm, è l'ultimo paese dopo gli sbirri! VAKAMADONA!” “.. cavolo ma questa è intelligente!” “.. fai passare l’estate, né?!”
A.V. Maggio 2009
Tra parentesi gli scarti dalla media 1997-2009.
I decade media minime: 13.0°C (+0.2°C) media massime: 24.7°C (+2.9°C) media: 18.8°C (+0.9°C) precipitazioni: 10.9mm (22.9%)
II decade media minime: 16.1°C (+1.4°C) media massime: 27.2°C (+2.4°C) media: 21.6°C (+1.8°C) precipitazioni: 15.5mm (58.9%)
III decade media minime: 17.6°C (+1.8°C) media massime: 30.1°C (+4.1°C) media: 23.9°C (+3.0°C) precipitazioni: 0.0mm (0.0%)
Mese: media minime: 15.6°C (+1.2°C) media massime: 27.4°C (+3.2°C) media: 21.5°C (+2.2C) precipitazioni: 26.4mm (24.8%) minima assoluta: 11.1°C (il giorno 1 del mese) massima assoluta: 35.8°C (i giorno 25 del mese)
Andamento 2009: media temperature: 10.7°C (+0.4°C) precipitazioni: 497.8mm (+31.1%) May 28 con 0<*<4Come in un film, di quelli fantasy, stile Signore degli Anelli. Tutto nasce in sordina, senza far rumore, poi in un lungo ma mai scontato crescendo di enfasi ed emozioni si arriva alla gloriosa battaglia finale. Solo che questa è vita. Ci sono giorni che sono battaglie. Quelli che ricordi per un bel pezzo, come sui libri di storia si ricorda il giorno della scoperta dell’America o dello sbarco sulla Luna. In fondo anche queste battaglie sono storia, la tua. E come la scoperta dell’America ha cambiato la storia dell’umanità, così questi giorni cambiano la vita di una persona. Si scoprono abilità che non si sapeva di possedere, si conoscono aspetti inediti di persone che si pensava di conoscere già bene, si cambia il giudizio su questo e su quello. Finita la battaglia, arriva l’ora della festa, perché è sempre una vittoria, quando si parla di vita. E si può finalmente voltare pagina, senza l’ombra di rancori e rimpianti. E con il sorriso sulle labbra. Oh, adesso posso festeggiarli i miei fatidici 2* anni. (con 0<*<4). E stasera zufolerò di nuovo sotto la doccia.
Albert May 16 F.O.A.D.L’impegno preso. I messaggi nemmeno troppo subliminali. L’a02c che non si legge più. Le grandissime funce di minchia. Il senso. Le promesse di addio. Il Fight Club. Il dito insaccato. La didattica. L’arnica montana. La caparra. La carrucola. Il calendario. Antonio Ordóñez, Elisabeth Bennet, la regina Cristina ed Eragon con Saphira. La via degli Angeli. Il Coca-Pampero. Le sette colonne. L’agiografia da zero punti. I quattro piatti, le quattro tazze, i quattro i bicchieri. Il domani che è già qui nella voglia di vivere e di creare il proprio futuro. Il corvo, l’upupa e il coniglio arancio. La tesina di salute. Il cd di Renato Zero. Il Focus Storia e la battaglia di San Martino Solferino. Il corpo che si fa pesante e l’impronta sulla sabbia. Le MS. La promessa. Il guitar hero. La mano sulla schiena. I non lo so. I quindici millimetri. Le sei di mattina. L’apotema, l’incognita x e il mahatma. La bistecca di vitello ai ferri. L’odore di zolfo. Il chi, che cosa, dove, quando, perché della sera. La casa Trombelli.
May 09 ..domani è già quiIl "We are the world" italiano. Tutti i più grandi artisti, dal Liga a J Ax. Emozionante. ..scritta da Mauro Pagani della PFM, clarense doc. Un motivo in più per apprezzarla.
Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti (Ligabue) Signore e signori, noi.. May 03 Al telefono con Fabio Volo
E mi pare ovvio.. dire comunista è come dire interista, oh insomma. Che differenza c'è? A proposito.. Cossutta che fine ha fatto? Non aveva partecipato ai provini per x-factor? Comunque ho deciso che chiamerò anche io Volo berciando MARXISTA-ROSSO-MANGIABAMBINI-PUZZONE-LENINISTA! Così mi invita a bere il caffè e le sue amiche le divide anche con me. Grande Fabio!
Albert
PS: Un grazie a Elisa che mi ha portato a conoscenza di questo video! April 30 Aprile 2009Tra parentesi gli scarti dalla media 1997-2009.
Mese: media minime: 10.9°C (+1.9°C) media massime: 19.9°C (+1.5°C) media: 15.4°C (+1.7°C) precipitazioni: 146.6mm (+52.1%) minima assoluta: 8.1°C (il giorno 25 del mese) massima assoluta: 25.3°C (i giorni 13 e 15 del mese)
I decade media minime: 10.4°C (+2.7°C) media massime: 20.1°C (+3.1°C) media: 15.3°C (+3.0°C) precipitazioni: 29.5mm (+4.6%)
II decade media minime: 11.5°C (+3.2°C) media massime: 20.7°C (+3.4°C) media: 16.1°C (+3.3°C) precipitazioni: 42.0mm (+11.7%)
III decade media minime: 10.6°C (-0.4°C) media massime: 18.8°C (-1.9°C) media: 14.6°C (-1.1°C) precipitazioni: 75.1mm (+145.4%)
Andamento 2009: media temperature: 8.0°C (+0.1°C) precipitazioni: 471.4mm (+72%) April 25 un'altra storiaUn immenso semicerchio cremisi si riflette nelle increspature del Mediterraneo, le onde muoiono e risorgono una dopo l’altra sopra il bagnasciuga, i gabbiani nel cielo non sbattono le ali sospesi negl’invisibili fili delle correnti. Nemmeno una nuvola sopra questo nudo abbraccio e la brezza non fa paura. Da quanto son seduto qua? Un’ora? Un anno? Da sempre? E tu, Sole, perché sorgi così in fretta? Io di fretta non ne ho. Non esistono più i diritti e i doveri, non esiste più il bene e il male, non esiste più il giusto e il sbagliato. Chiudi gli occhi, ascolto il suo respiro e mi basta così. Sorgi pure Sole, sorgi. Scalda la terra e le acque, nasconditi dietro una nube, aggrappati a quella cima laggiù, tramonta e scoppia e non farti vedere mai più. A me non interessa, il tempo non lo scandisci più te, ormai. Rallenta e accelera con il battito del suo cuore, e del mio, di quest’abbraccio. Mi spiace, Sole, accanto a lei diventi inutile e quasi brutto. La tua alba è solo un futile contorno a questo momento nel quale il mondo inizia e finisce dove iniziano e finiscono il mio corpo e il suo. Le tue dita incrociate nelle mie, la tua testa appoggiata sulla mia spalla, l’inconfondibile profumo dei tuoi capelli, il calore del tuo corpo. Sono questi momenti né progettati né previsti a farmi capire quanto sia bello vivere. Io la mano non te la lascio per nulla al mondo. E chiedimi tutto quello che vuoi: di smettere di fumare, di rinnegare mia madre, di farmi a nuoto tutto l’oceano, di cavarmi gli occhi, di sposarti. Chiedimelo adesso, chiedimi tutto quello che hai in testa, chiedimi l’impossibile, non desidero altro che dirti un sì, che poter dir qualcosa che ti renda ancor più felice. Senti quant’è fredda la tua mano, devo stringerti più forte? Ora posso, gioia mia. Non come quella sera in quella via troppo stretta, quando battevi i denti e continuavi a dirmi “ho freddo, ho freddo”. Volevo stringerti, e non potevo, volevo baciarti, e non potevo, volevo accarezzarti il collo, affogare nei tuoi occhi, sentire le tue mani sul mio corpo, e non potevo. E poi ti lasciavo sotto casa e mi davi un veloce bacio sulla guancia. No, quel rapido gesto non mi è mai bastato. Salutavi evasiva e scappavi dietro quell’insulso cancello. Aspettavo un attimo, speravo ti voltassi, che tornassi da me. Avevo tantissime cose da dirti, tantissime storie da raccontarti, tantissimi segreti da confidarti, ma ancora non potevo. E forse non volevo. Non ti sopportavo, non mi sopportavo. Svoltavo l’angolo e cominciavo a guidare come un disgraziato, a urlare come un dannato, a imprecare come un indemoniato. Non capivo perché con te fosse tutto così difficile. Cosa mi frenava? Cosa ci impediva di poter fare quel che, ora ho capito, avremmo sempre voluto? Cosa ti rendeva così sfuggevole, irraggiungibile? Non importa, amore mio, non importa più. Lasciamo le risposte a quando saremo vecchi e avremo tanto tempo per parlare e per ridere di noi. Perché adesso non mi scapperai mai più. Perché saremo noi anche domani e per ogni giorno che verrà. Mi avrai e ti avrò per tutta la vita, come stanotte. Rifaremo l’amore ogni volta che ne avremo voglia, e ci addormenteremo nudi e abbracciati, con le dita intrecciate, cullati dai nostri respiri, ovunque saremo, ovunque vorrai. Ci faranno da contorno mille futili albe. A che pensi, tesoro? Non parli, non ti muovi. Pensi quello che penso io? Scusa se mi scosto, ma sento il bisogno di perdermi ancora nel tuo sguardo, di seguire il sottile contorno delle tue labbra color ciliegia. Ti guardo e sorridi, stella mia, sei felice, come me. No, non dire niente, so già tutto. Il tuo sorriso mi basta, il tuo abbraccio narra già tutto il narrabile e va ben oltre. Ti bacio ancora una volta, vita mia. Ti bacio per dirti grazie, per giurarti che quest’attimo durerà per l’eternità. Mi accarezzi con le dita la schiena, mi passi la mano tra i capelli. E rivivo tutti i dolci brividi che abbiamo da poco concluso di donarci. Mi perdo. Che succede? Come fai a farmi tutto questo? Ti muovi piano piano, mi guardi negli occhi. Posi la tua guancia liscia sulla mia, mi sussurri “ti amo”. Ecco cos’era che mi mancava e non capivo, solo adesso inizio a vivere. Cerco i tuoi occhi, devo essere sicuro che esisti, che sei te. Il Sole è sorto, scalda la pelle e dà consistenza a tutte le emozioni. Sul lungomare i primi mercanti cominciano ad allestire le loro bancarelle, tra non molto sarà di nuovo un mite e affollato giorno d’estate e di mare come mille altri. I diritti e i doveri, il bene e il male, il giusto e il sbagliato. È proprio ora di tornare. Mi alzo e mi dirigo verso la strada, prima di lasciare la spiaggia deserta mi volto e cerco nella sabbia ancora fredda gli effimeri segni di quel mondo incantato. April 19 Ballata del dì giocondo
Un libro, una frase, un concetto senza senso, il grugno incazzato, l’imbarazzo con l’assenso. Si vive e poi si muore e poi si vive un giorno in più, un film mai proiettato che hai distrutto. Parlare nella notte per poi prendersi per mano, pensare al troppo poco che m’hai dato e ho fatto mio. Domani l’ombra di quel sole che s’allungherà, domani sarà di un altro colore. Con l’attimo sfuggente dileguò la sensazione, ne resta una traccia poco chiara; io son strastufo di usare canti da stilnovo e smettila di fare la preziosa. Ero volpe e tu eri uva acerba, ora l’aria è di nuovo tersa. Un passo poi un salto poi una corsa a perdifiato, la libertà di dare quel che tu non hai accettato, rivivere l’incanto di quest’onda sempre nuova, mentre tu ancora vesti di paura. E sotto il nuovo sole si rilassa la mia mente: si nutre di passione e d’avventura. Un giorno forse è niente in confronto all’infinito ma questo me lo godo finché dura.
Albert |
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